Le avventure di una donna in corriera, Covid Edition

È una nebbiosa domenica di inizio Novembre e non ho avuto idee migliori che restare in casa e fare un sacco di lavoretti che non ho mai il tempo, e la voglia, di fare.  Stavo facendo ordine nell’armadio e sul fondo di una borsa ho trovato una carta d’imbarco dimenticata. Il volo era il Casablanca- Roma del 5 Dicembre 2019, uno dei miei ultimissimi viaggi di lavoro prima della Covid.

Ricordo quel rientro da Casablanca, in quei giorni lo stavo vivendo come un incubo. Avrei dovuto rientrare la mattina del giorno prima, ma la compagnia aerea aveva cancellato il volo e mi aveva riprotetto su un volo del pomeriggio del giorno seguente. Ricordo quanto mi ero arrabbiata. Avevo un appuntamento di lavoro in Italia che ho dovuto spostare. Avevo una stanza in hotel che non era più disponibile. Avevo la mia vita privata a casa da riorganizzare. E poi l’auto in parcheggio, il corso di acqua bike, la cena con le amiche. Insomma un casino. Dopo 10 anni che fai un lavoro per cui sei spesso in viaggio non ci dovresti fare quasi più caso a questi “inconvenienti”, e invece ogni volta ti arrabbi; e se anche hai imparato a gestire al meglio queste situazioni, ogni volta sono una grandissima rottura.

Eppure oggi quella vita mi manca, non avrei mai pensato di dirlo, ma mi manca. La sveglia alle 4 di mattina, il viaggio verso l’aeroporto ascoltando la replica di “Deejay chiama Italia”, i tipi del parcheggio che oramai mi conoscevano e che mi auguravano buon viaggio, i controlli di sicurezza e le maledizioni a quelli che vorrebbero passare con la cintura addosso, le monete in tasca, l’acqua nella borsa (ma non si possono preparare finché fanno la fila?), la colazione al bar, la fila per l’imbarco col solito furbone che salta la fila (nessuno glielo ha mai detto che non arrivano prima?), i sedili sporchi dell’aereo (oramai fanno concorrenza ai treni), gli annunci incomprensibili del capitano, le hostess col “coffee or tea?”, l’atterraggio e quelli che appena le ruote toccano terra si sono già sganciati la cintura (vorrei capire perché!). E poi le riunioni, le cene coi clienti, le stanze di hotel e tutti i casini che ti capitano sempre con i voli: ritardi, cancellazioni, overbooking, nebbia, temporali.

Tutto questo (e molto di più in realtà) era il mio lavoro.

Ecco, tutto questo, oggi, mi manca.

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