Isimangaliso, meraviglia.

Cape Vidal, Sudafrica. 4 gennaio 2020.

Sono seduta su una spiaggia e guardo l’Oceano Indiano infrangersi sulla riva con tutta la sua potenza. Il sole caldo batte sulle mie spalle e i capelli mi gocciolano addosso l’acqua salata dopo il bagno. Giro lo sguardo verso sinistra e davanti a me chilometri e chilometri di spiaggia bianca e deserta con alle spalle delle collinette verdi. Sono a Cape Vidal nel parco Isimangaliso sulla costa che dal Sudafrica corre verso nord, verso il Mozambico. Isimangaliso in lingua Zulù significa “meraviglia”.
E qui è davvero una meraviglia.
Mi sento piccola, tanto piccola di fronte all’oceano e alle sue onde, di fronte a questa spiaggia così grande, così bella, di fronte al vento impetuoso che a tratti soffia così forte da non farti sentire le parole di chi è a pochi centimetri da te.
Chiudo gli occhi e col sorriso sulle labbra ripenso a tutte le altre volte in cui mi sono sentita così piccola negli ultimi 15 giorni trascorsi qui in Sudafrica.
Ripenso a quel giorno a Cape of Good Hope, in piedi su quella roccia altissima, molti metri sotto di me l’Atlantico, il vento che mi soffiava addosso tutta la sua potenza, lo sguardo verso l’orizzonte a cercar di scorgere qualcosa, chissà cosa, oltre l’infinito del punto più sud dell’Africa. Sento ancora i brividi di quel momento e quella sensazione di non essere che un puntino minuscolo nel mezzo di quella grandezza.
L’immagine delle rocce mi fa subito spostare il pensiero a qualche giorno prima, quando con Ale percorrevamo in macchina la strada che dalla nostra road trip sulla West Coast ci riportava a Cape Town. Febbricitante sul sedile passeggero aprivo gli occhi e davanti a me si ergeva lo spettacolo dell’imponente catena montuosa del Cederberg con le sue mille sfumature di terra, di verde, di natura. La sua grandezza toglieva il fiato.
E ancora, ripenso al Kruger e all’Imfolozi e a quanto mi sono sentita piccola quando per l’ennesima volta vedevo la grande bellezza delle zebre, la grande altezza delle giraffe, la grande stazza degli elefanti e dei bufali, la grande eleganza dei leoni, la grande bruttezza della iena, la grande rarità dei rinoceronti. Che bella la gioia di vedere da vicino gli animali della savana che, per quante volte li vedi, ogni volta la meraviglia è grande. Un grande Isimangaliso.

Seduta su questa spiaggia che ascolto l’Oceano, le immagini continuano a scorrere davanti ai miei occhi, non si fermano, e vedo la Soweto con i suoi bambini che ci correvano attorno, le lunghe strade in mezzo al nulla, le distese di vigne di Stellenbosch, il profilo del Lion’s Head, le case bianche di Paternoster, i pinguini di Simon’s Town, i negozi di Kalk Bay, e poi…
E niente, il Sudafrica è così grande che anche a raccontarlo ti senti piccola piccola.

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