Le avventure di una donna in corriera- Benelux Edition

il

Amsterdam- Anversa.
Guido più di 3 ore per fare 150km in mezzo ad un traffico infernale in qualsiasi strada primaria, secondaria o terziaria disponibile sul percorso.

Arrivo in hotel ad Anversa, scelto espressamente perché dotato di parcheggio. Il portone del parcheggio è chiuso. C’è scritto di suonare. Suono 5 volte e non risponde nessuno. Decido di rischiare la vita, abbandono l’auto per metà sulla pista ciclabile e scendo cercando a fatica di evitare i ciclisti che corrono come dei pazzi neanche ci fosse Joker a inseguirli.
Entro nella hall e gentilmente chiedo se mi aprono il portone (visto che ho suonato 5 volte e NESSUNO si è degnato di rispondere) e il tipo alla reception candidamente (che è un ossimoro visto che è di colore) mi risponde che il parcheggio è pieno e che devo cercare parcheggio nelle strade attorno. Strabuzzo gli occhi, lo guardo e mi dice solo “I’m sorry”.

Sento Satana che mi cresce dentro (mamme pancine ora non potete più dirmi “non hai cresciuto un figlio dentro di te, non puoi capire”!) ma lo tengo a bada e fiduciosa mi dirigo verso la macchina cominciando fin da subito e invocare e visualizzare Marco Columbro (chi non ascolta Pinocchio su Radio DeeJay non può capire) sperando mi aiuti nella titanica impresa di trovare parcheggio alle 19 in una zona residenziale vicina al centro città! In tutto questo la mia vescica, che ormai non vede un bagno da più di 4 ore, comincia a reclamare a gran voce il suo posto nel mondo.

Giro per più di mezz’ora tra strade e stradine mandando mille maledizioni a quella dell’autonoleggio di stamattina che, pensando di farmi un favore, mi ha dato un’auto più grande allo stesso prezzo di quella che avevo prenotato. Cari autonoleggiatori, volete capirlo che se prenoto la 500 non è perché sono tirchia ma perché le auto più grandi non le so parcheggiare in un posto che sia più piccolo di una pista d’atterraggio?!?

Intanto oltre a Satana dentro di me sta crescendo sempre di più qualcosa di liquido che scalpita per uscire per cui decido di parcheggiare momentaneamente in un supermercato vicino all’hotel, per fare check in e pipì.
Alla reception c’è un altro tizio che ha la malaugurata idea di chiedermi “cosa posso fare per lei?”

“Darmi un posto auto per iniziare, visto che ho scelto questo hotel principalmente per il parcheggio” rispondo secca.

“Mi dispiace ma abbiamo solo 10 posti auto e non si possono riservare. Quando sono pieni bisogna cercare nelle strade qui attorno oppure andare al parcheggio più vicino che è a 15 minuti da qui”.

Satana scalpita. Il povero Cristo di fronte a me continua a scusarsi mentre io inveisco contro l’hotel e alla fine mi da la mia bustina n°211 con dentro piantina della città, codici Wifi, tessera per aprire la camera… si certo, magari… arrivo al secondo piano e dentro alla bustina la tessera per aprire la porta non c’è.
Satana sta a sua volta concependo Lucifero. Entrambi crescono in me.
Scendo e con gli occhi fuori dalle orbite gli faccio notare che non mi ha dato la tessera. Si scusa e mi dice che è la sua prima settimana di lavoro. Lucifero dentro di me pensa “e se fosse per me sarebbe anche l’ultima”.

Risalgo. Finalmente entro in camera, poggio la roba e corro verso il bagno. Apro la porta e mi trovo davanti ad asciugamani usati buttati per terra e il tappetino della doccia visibilmente sudicio. Non ci posso credere, non ci voglio credere.
Riprendo la mia roba, scendo e appena l’ascensore si apre e il receptionist alza la testa, Satana e Lucifero si impossessano di me come in una delle migliori scene de l’Esorcista e si mettono a urlare “è uno scherzo vero?!?” Seriamente, pensavo di essere su Scherzi a Parte Benelux Edition.
Spiego in preda ad una furia omicida (e senza aver ancora fatto pipì) l’accaduto. Il tipo si scusa, cerca una nuova camera, non la trova, chiama il collega il quale ha la brutta idea di chiedermi “letto matrimoniale o due singoli?” “DAMMI QUEL CAZZO CHE VUOI, MA DAMMI UNA CAMERA PULITA”

Finalmente mi trovano una camera e uno dei due mi accompagna di sopra per assicurarsi che sia pulita e in ordine. Uscendo mi dice che sarebbero lieti di offrirmi un drink al bar per scusarsi dell’accaduto. Dovrei dirgli che come minimo dovrebbero farmi lo sconto sul soggiorno ma l’unica cosa che Satana mi permette di rispondere è “credimi, è meglio per te che io non beva stasera.”

Faccio la tanto tenuta pipì ed esco di nuovo a cercare parcheggio. Dopo 20 minuti di giri trovo un posto davanti ad un cartello con su scritto “zona rimozione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20″… o per lo meno credo fosse questo il significato. Insomma, so 4 lingue e tra queste non c’è il fiammingo, diciamo che sono andata ad intuito, sono stata creativa, ecco!

Stanca, arrabbiata, affamata mi fermo nel primo ristorante carino che trovo, dal menù promette bene. Sono già pronta a gustarmi il mio tonno con verdure saltate in salsa allo zafferano con una super birra belga di quelle che piacciono a me… “no signorina, non serviamo alcool, siamo musulmani”.

Vi prego, l’anno prossimo il 6 novembre ricordatemi di darmi malata e di chiudermi in casa!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Raffaella Mazzon ha detto:

    Dovrei proprio venire in viaggio con te qualche volta

    Inviato da Raffaella

    >

    "Mi piace"

    1. ler207 ha detto:

      Sono solo 14 anni che te lo dico di fare un viaggio con me 😡😡😡

      "Mi piace"

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