Il mio viaggio, quello con la V maiuscola

Doveva essere il Canada, e invece sono state le Hawaii.

Doveva essere in due, e invece sono stata una.

Doveva essere il nostro viaggio, e invece è stato il Mio viaggio.

La realtà è che doveva essere semplicemente quello che è stato, sennò sarebbe stato altro.

È stato il viaggio dei miei 40 anni, la risposta ai tanti “come festeggi il compleanno?”, quel viaggio che da piccola guardando Magnum PI sogni ad occhi aperti, pensando che forse non lo farai mai, e invece un giorno ti ritrovi all’ombra di una palma su una spiaggia dall’altra parte del mondo a guardare i surfisti che sfidano l’oceano.

È stato il viaggio in cui ho capito che Aloha non è un saluto; Aloha è un modo di vivere, è serenità, è altruismo, è un augurio, è empatia, è gentilezza e amore; Aloha è quello che troppo spesso non siamo.

È stato il viaggio in cui ho visto colori che non ricordavo esistere in natura, che pensavo fossero stati rapiti e snaturati dai filtri di Instagram. E invece esistono ancora, e sono bellissimi e neanche le foto più belle rendono giustizia alle loro sfumature e alle loro 1000 gradazioni.

È stato il viaggio in cui ho ascoltato l’oceano e quel rumore che fa quando si infrange sugli scogli e i sassi piccoli cominciano a rotolare giù, uno dopo l’altro per rincorrerlo nella sua risacca, quasi a voler andare al largo, ma poi vengono spinti di nuovo da un’altra onda, e rotolano di nuovo dando vita ad una musica che se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentire. E mi vengono i brividi.

È stato il viaggio in cui, davanti ad una strada interrotta dalla lava che la attraversava da destra a sinistra come una folla di gente alle 8 di mattina ad un semaforo pedonale di New York, ho visto la forza della natura e quel suo ribellarsi e riprendersi quel posto nel mondo che era suo, e che ora lo sarà di nuovo.

È stato il viaggio che ho fatto con un fiore tra i capelli, con le scarpe da trekking e le infradito, i piedi dentro le pozzanghere di fango, con la testa per aria a cercare la fine dei tanti arcobaleni che spiccavano in cielo e le mani nella sabbia verde di una spiaggia remota, del labirinto su una scogliera percorso in silenzio ascoltando le onde infrangersi sotto di me, della pietra posata alla fine del labirinto esprimendo un desiderio, il mio desiderio.

È stato il viaggio in cui un fiore, regalatomi da uno sconosciuto che di corsa mi ha raggiunta per darmelo, mi ha fatto credere che forse la gentilezza senza secondi fini, la spontaneità, la naturalezza di fare qualcosa di bello per qualcun altro esistono ancora. Forse il vero Aloha esiste davvero. Mahalo bello straniero, Mahalo Hawaii 🌺

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. giusymar ha detto:

    che bel sorriso!

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  2. Katia ha detto:

    Sei sempre magica nel raccontare esperienze sensazioni stati d’animo.
    Sei sempre 🔝🔝🔝

    "Mi piace"

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