Qualcosa che non ti aspetti

Maui, 19 agosto 2019.

È l’una e mezza di notte quando la sveglia suona. Apro gli occhi, sono ancora molto stanca, non ho dormito abbastanza e sarà una giornata molto lunga. Mi vesto, un po’ sbagliata, a strati, mettendomi su tutte le cose portate apposta per questa occasione: stamattina (o meglio stanotte) si va a quota 3000 metri ad aspettare l’alba sul vulcano Haleakela e poi si scende in bici fino al mare. Non so che ore siano quando finalmente arriviamo in vetta ma è ancora molto buio e la temperatura è molto bassa, per fortuna sono vestita abbastanza da non sentire freddo se non alle mani.

Sul bordo del cratere guardo verso l’orizzonte, si intravede solo qualche cima e il bianco delle nuvole… sono sopra alle nuvole. Minuto dopo minuto l’orizzonte comincia a diventare più chiaro, a poco a poco passa da un bianco pallido, appena accennato, al giallo, all’arancio in una sorta di arcobaleno piccolo piccolo, lontano lontano, che finisce in alto col blu scuro del cielo. È ancora notte in fondo. Alzo gli occhi e vedo un cielo talmente stellato che mi ricorda l’Africa e le notti in campeggio illuminate dalle stelle. Torno ad abbassare lo sguardo sull’orizzonte e i colori sono già cambiati, il giallo ha preso il posto del bianco, il rosso è più intenso e il blu comincia a schiarire prendendo le sfumature dell’azzurro e del viola. È uno spettacolo indescrivibile e le foto non rendono la magia del momento. In pochi minuti è l’alba e sua maestà il sole fa capolino da dietro la sommità del cratere cominciando a riscaldarci e dicendoci che è ora di andare 1000 metri più giù dove allacciato il casco e presa la bici iniziamo una discesa infinita di 26 miglia tra curve e tornanti lungo la strada che avvolge il vulcano dalla sommità alla base, fino al mare. Scendo veloce, senza pedalare, non ce n’è bisogno, il vulcano mi fa correre verso il mare senza darmi la possibilità di fare fatica. Respiro a pieni polmoni questa aria di libertà e di Aloha, che alle Hawaii è molto più di un saluto, è uno stile di vita, un augurio, un modo di essere. Mi sento talmente presa da questo vortice che senza rendermene conto saluto con un Aloha e uno 🤙 (shaka in gergo) un ragazzo che cammina col suo zaino in spalla. Mi risponde divertito. Lo passo, continuando la mia corsa in bici. Qualche centinaio di metri più avanti, però, ci si deve fermare sul ciglio della strada dove stanno facendo dei lavori e aspettare di avere l’ok per passare. Mentre aspetto ripensando alla discesa appena fatta, sento una voce avvicinarsi di corsa dietro di me che urla “hey, hey”. Mi giro e la voce, ormai davanti a me, mi dice “This is for you…”. È il ragazzo con lo zaino di prima che mi raggiunge correndo e mi regala un fiore.

ALOHA🌺

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Dani ha detto:

    … come fai a descrivere così bene le tue emozioni, i tuoi sentimenti, le meraviglie che vedi?
    Non mi stancherò mai di leggere le tue righe!
    Aspetto con curiosità le prossime, ciao!

    Piace a 1 persona

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