Le avventure di una donna in corriera- UK Edition

Mercoledi 26 Settembre. Birmingham.

Fino a poco più di 2 anni fa non conoscevo questa città, in realtà dell’Inghilterra conoscevo solo Londra, ma ho iniziato a venirci svariate volte per lavoro. Birmingham è una città tutto sommato carina, la zona dei canali, alcune piazze, i pub caratteristici, insomma tornarci ogni tanto non è esattamente un peso. Se non fosse per quel tragitto da fare in treno che separa la stazione di Birmingham International, ovvero quella dell’aeroporto, da quella di New Street, ovvero quella centrale. Ecco, anche oggi su quel treno regionale, ho pensato che i regionali di Trenitalia non sono poi cosi male a confronto, e chi ci viaggia spesso sa di cosa parlo. Treni in ritardo, gente stipata, odori di sporco, di sudore, di gente vissuta che si mescolano in un mix a dir poco rivoltante. E mentre faccio questi 15 minuti di treno nella speranza di non svenire o peggio vomitare sulle scarpe della signora che a fatica si regge davanti a me, mi viene in mente un episodio successo ( e documentato) a luglio di 2 anni fa, sempre in Inghilterra, sempre legato a uno di questi viaggi della speranza nei regionali diretti al Nord, là dove quando mi parlano mi limito a sfoggiare il mio sorriso più ebete come a dire “scusa se non capisco anche se è la terza volta che ripeti, ma sono oca!”

20 Luglio 2016. Huddersfield, Inghilterra del Nord.

Dopo 2 ore e mezza di viaggio in una sorta di treno risalente almeno agli anni 50 e in confronto al quale un carro bestiame sembra quasi il reparto profumi di Sephora, finalmente arrivi ad Huddersfield, ridente cittadina medievale nel nord dell’Inghilterra. Stremata, esci dalla stazione col tuo fedele trolley che da due giorni ti scarrozzi in giro per aeroporti, stazioni della metro, stazioni ferroviarie, strade londinesi e la cui impugnatura, ormai, è diventata un tutt’uno con la tua mano destra fondendosi tipo 2 cuori e una capanna. Ti avvii decisa verso l’unico taxi che attende dei clienti, sognando impaziente il momento in cui entrerai nella tua stanza di hotel e una doccia ti chiamerà a gran voce per una delle mezz’ore più belle della tua vita. Nell’avvicinarti scruti attraverso il finestrino abbassato il conducente e ti ritrovi a fissarlo mentre si smoccola, si scaccola, si ravana e si fa pure lo scrub approfondito prima della narice destra e poi di quella sinistra, prima con mano destra, e poi con mano sinistra. E l’unica cosa che riesci a pensare è che quelle mani prenderanno il tuo trolley per la stessa impugnatura che da domani tornerà ad essere due cuori e una capanna con la tua mano destra. E non ti resta altro da fare che, mestamente, accomodarti sulla panchina al lato della stazione e attendere, paziente, l’arrivo di un altro tassista che per lo meno abbia finito di scaccolarsi al semaforo più in là.

Questo articolo non ha foto a parte quella iniziale di un pub del centro di Birmingham, perché vi assicuro che sui treni o nelle cittadine di periferia del Nord c’è ben poco da fotografare.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Katia Manente ha detto:

    grandeeee Valeria 🙂 mi fai sempre sorridere con le tue quasi impossibili storie (che so comunque essere vere…nelle mie tristi pause pranzo davanti al PC…sei una grande!! a prestooooooooo

    Piace a 1 persona

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